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[SCOPRI L'ITALIA] Acaya: la perla medievale del Salento


Domenico Tropeano
(@domenicot)
Membro Admin
Registrato: 1 anno fa
Post: 480
Topic starter  

https://lecce.italiani.it/acaya-perla-medievale-salento/

Il Salento è una terra ricchissima di storia e cultura e di luoghi da visitare ce ne sono tanti. Tra questi spicca sicuramente Acaya, un piccolo borgo a pochi chilometri da Lecce che è una vera e propria perla medievale. Si tratta di una cittadina fortificata dal grande fascino per via della sua particolare architettura e dalla naturalezza che la circonda.

La storia di Acaya: dalla nascita alla decadenza per mano degli Ottomani

Acaya ha una storia davvero affascinante. Il piccolo borgo, frazione di Vernole ha un’origine molto antica. Esso, originariamente chiamato Segine fu donato dagli Angioini al Convento di San Giovanni Evangelista di Lecce. Nel 1294, Carlo II d’Angiò, lo concesse in feudo a Gervasio dell’Acaya. Questa famiglia tenne il feudo per ben tre secoli e nel 1535, il borgo assunse l’attuale nome Acaya per volere di Gian Giacomo dell’Acaya, il quale fortificò la cittadina. Il regio ingegnere militare di Carlo V, fece costruire la cinta muraria, il fossato, i bastioni ed i baluardi.

Con la sua morte avvenuta nel 1570, il feudo cinque anni più tardi, passò al Regio Fisco e nel 1608 fu acquistato da Alessandro De Monti. Da quel momento per il borgo di Acaya, iniziò un periodo di decadenza che ebbe il suo culmine con la devastazione ottomana del 1714. Verso la fine del XVII secolo, il feudo fu venduto ai Monti-Sanfelice che successivamente lo vendettero ai Vernazza. Questi furono gli ultimi feudatari fino all’eversione della feudalità nel 1806.

Acaya: un vero esempio di città fortificata

Il borgo di Acaya è un vero e proprio esempio di città fortificata e ruba subito l’occhio per la straordinaria bellezza ed armonia. il borgo fortificato riflette gli schemi della città-fortezza con l’impostazione delle opere difensive costruite dalla cinta bastionata con i fianchi ritirati. Si vedono, però, anche elementi della nuova urbanistica con il tracciato ortogonale. Le strade interne sono pianificate in modo militare con un piano di strade dritte distanziate tra loro che si intersecano tra loro in orizzontale ed in verticale.

Acaya Citta 

La porta di Sant’Oronzo ed il castello

Ad Acaya ci sono diversi monumenti da vedere a partire dalla porta di Sant’Oronzo. La struttura costruita nel 1535 è caratterizzata per la fornice unica e all’interno degli stipiti sono presenti ancora gli incassi litici del portone. La facciata è molto suggestiva ed è arricchita da vari stemmi e lapidi sormontati dalle insegne imperiali di Carlo V. Il fastigio della porta presenta un’imponente statua di Sant’Oronzo, protettore del borgo.

Il suo castello è davvero imperdibile ed è una testimonianza del potere feudale intorno al quale si è sviluppato il borgo. Il monumento risale al 1535-36 ed è un edificio con una pianta trapezoidale a cui lati Est ed Sud, ci sono gli ambienti a piano terra. Inoltre è collegato alla terraferma tramite l’unico ponte. Il castello oggi è spesso sede di mostre archeologiche e di arte contemporanea.

Castello Acaya

Chiesa Madonna delle Nevi, centro storico e cinta muraria

Un altro monumento da visitare è la splendida chiesa dedicata alla Madonna delle Nevi. L’edificio risalente al XVI secolo è in stile neoclassico. L’interno presenta tre navate separate da pilastri e sei altari laterale. Intorno al 1865 fu edificata nuovamente. Davanti alla chiesa è presente la torre campanaria ristrutturata su ordine di Gian Giacomo dell’Acaya.

Molto suggestiva anche la piccola Cappella di San Paolo costruita intorno alla metà del XVIII secolo. La chiesetta ha una facciata con un frontone triangolare interrotto al centro da una croce. L’interno, invece, è un’aula unica con un modesto altare.

Il centro storico, poi, merita senz’altro una visita. Esso ha tre strade che vanno da Est a Ovest ed altre sei che vanno da Nord a Sud. Un antico abitato che fu fortificato per volere di Carlo V, in modo tale da avere una struttura difensiva più distante dalla costa. In questo modo, si voleva far fronte agli attacchi dei turchi che in quegli anni sbarcavano in tanti sulle coste pugliesi.

Infine, la cinta muraria a forma rettangolare con tre baluardi. Sulla parte superiore delle mura era presente un camminamento per la ronda delle guardie ed erano circondate da fossato. Su tre dei quattro angoli della fortificazione vi sono i baluardi. Sul quarto, invece, che si trova a Sud-Ovest, svetta il castello.

Riserva naturale Le Cesine

Acaya non è solo una città medioevale fortificata e con tanti monumenti, ma presenta anche una splendida naturalezza. Il borgo, infatti, si trova a soli 5 km dal mare Adriatico e dalla Riserva Naturale Le Cesine. La riserva è caratterizzata da dune, da un’area palustre, una pineta, la macchia e la zona coltivata. Ci sono poi, due stagni: Salapi e Pantano grande che sono alimentati da piogge e sono separati dal mare tramite dune sabbiose.

La pineta presenta soprattutto pini d’Aleppo e pini domestici. Gli animali presenti, invece, sono per lo più rettili ed uccelli. Il simbolo di questa riserva è il moriglione, un’anatra tuffatrice che vive negli stagni salmastri nei mesi autunnali ed invernali. Inoltre è presente una pianta a rischio di estinzione, ovvero la Periploca Maggiore di tipo lianoso.

Visitare la riserva non è semplice, in quanto, di solito c’è la necessità di prenotare con largo anticipo. Questo perché è possibile andarci tutto l’anno e per tale motivo bisogna vedere se c’è possibilità di andarci. Insomma, visitare Acaya è una vera e propria immersione nello spirito medioevale per quanto riguarda la parte monumentale ed in quello naturalistico per la Riserva.

Le Cesine Acaya


   
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