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[SCOPRI L'ITALIA] Il lago di Muti, parte della storia del territorio, ricco di flora e fauna


Domenico Tropeano
(@domenicot)
Membro Admin
Registrato: 12 mesi fa
Post: 467
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Il lago Muti, prende la sua denominazione dal nome della famiglia che a quanto pare, nel 1789 lo ristrutturò e che ne deteneva la proprietà. Poiché differentemente da quanto si possa pensare, anche le “acque” hanno bisogno di una manutenzione e anche accurata.

Il lago Muti

In precedenza, qui c’era un grande lago, detto lago di Trevi; poiché la sorgente del lago stesso scaturiva appunto alla base dell’omonimo Monte. Orbene, questa è terra ricca di acque, che però tendono a nascondersi un po’ e vanno riscoperte, valorizzate e ne va curata flora e fauna, per via del micro clima delicato e prezioso; da tramandare alle prossime generazioni.

Il lago Muti - veduta del mulino 

Del resto, la zona circostante, comprende anche il più grande lago Pani; che è di grande interesse naturalistico dal punto di vista botanico. Vi sono belle ninfee, calle, luppolo e molto altro. Per non parlare poi del patrimonio avifaunistico, caratterizzato da gruccione, martin pescatore, airone reale e airone cenerino o biancone. Quindi facendo un giro e ben osservando, il grazioso laghetto si può vedere facilmente in una curva del tratto viario dismesso della Strada Regionale 156. Qui è alimentato da diverse polle.

Laghi della Provincia di Latina

E le sue acque danno origine all’antico e leggendario fiume Ufente. Auspichiamo quindi che l’area del lago sarà presto valorizzata. Cosa non trascurabile è che il comune di Sezze è tornato nel pieno possesso di una porzione della struttura insistente in questa zona davvero di rara bellezza.

Il lago Muti - Laghetto al tramonto 

Da non molto, rimessa a nuovo con una serie d’interventi negli anni scorsi; la struttura era stata poi concessa ad Acqualatina. Ma successivamente il Comune e il gestore del servizio idrico integrato; hanno firmato il verbale di riconsegna di una parte dei locali tecnici rimasti inutilizzati dell’immobile adiacente il lago. Il documento quindi prevede che Comune e Acqualatina utilizzeranno sempre lo stesso ingresso; per consentire ai tecnici del gestore del servizio idrico di accedere alla condotta e alla camera di manovra della sorgente. Mentre la centrale di pompaggio con e alla sala con i quadri elettrici resterà nella disponibilità solo di Acqualatina.

Storia di Sezze

Del resto, Sezze vuole realizzare di fatto un museo diffuso; che vuole mettere in connessione vari luoghi. Si tratta probabilmente dell’ecnosito più importante del Lazio; qual è il monumento Fosso del Brivolco, con le impronte di dinosauri nell’ex cava di Petrianni. La storia del territorio e le sue bellezze naturali non possono tuttavia prescindere dalle acque. Ci sono una serie di progetti ambientali e turistico-culturali da realizzare, che coinvolgono il prezioso e storico fiume Ufente.

Il lago Muti - Laghetto con flora e fauna 

Per quanto riguarda la valorizzazione del lago di Mole Muti; la stessa Regione Lazio ha già messo a disposizione delle importanti risorse. Nell’area è prevista la realizzazione di un centro polivalente; che dia spazio all’accoglienza sia in forma statica; sia dinamica ma anche alla formazione e alle iniziative espositive e convegnistiche. Sezze, perla antica adagiata sui Lepini, affacciata sul mare; ha bisogno di fare un passo in più.

Polle e sorgenti pontine e il lago di Muti

Necessita di maggiore valorizzazione dei suoi tesori storici e naturalistici; trovando le giuste modalità di collaborazione e le sinergie moderne, per cooperare sul territorio con le istituzioni e gli imprenditori. Considerando che tra le risorse, ci sono i giovani; che non attendono altro che delle opportunità. Tornando al lago Muti in senso stretto, non dimentichiamo che alla fine del Settecento le acque del lago, muovevano le pale di un mulino (Mole Muti). Qui davvero è passata la storia dello sviluppo economico e sociale del territorio. Rammentiamo che due macine restarono in funzione fino al 1911; anno in cui il nuovo progetto della Società Elettrica Laziale fu affidato a Raffaele Lenner. Il progetto però, per via della guerra vide la luce solo nel 1922; anno in cui Sezze poteva contare su 40Kw elettrici più acqua fornita dalle pompe a pistoni. L’impianto per la produzione d’energia illuminò molti edifici di Sezze.

Fonte foto : pag. Facebook Walter Salvatori/Roberto Vallecoccia


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