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[TRADIZIONI] La magia della Radeca, travolgente, inebriante, unica in Italia


Domenico Tropeano
(@domenicot)
Membro Admin
Registrato: 1 anno fa
Post: 480
Topic starter  

https://frosinone.italiani.it/la-magia-della-radeca-travolgente-inebriante-unica-in-italia/

La magia della Radeca, essenza del carnevale frusinate, è un po’ come lo spirito della bella “mbriana”, esiste, ma è impalpabile; vive in noi e si nutre del sentimento carnevalesco frusinate. Tutto accade e si consuma il Martedì grasso, nel cuore di Frosinone, proprio nel Rione Giardino.

La magia della Radeca

Ci sono rituali, cantine aperte, preparazioni di costumi, trucco, carri, frappe, “fini fini” fumanti al pomodoro, ma poi si attende l’ora che scocca. Alle 14.30, rigorosamente davanti alla Chiesa di Santa Elisabetta, parte il corteo storico. Tutta la provincia di Frosinone partecipa con i carri allegorici, e arriva una folla sterminata. Poi parte lui, quello che conta e che tutti attendono, ovvero il carro del “Generale” con il suo enorme fantoccio.

La magia della Radeca - La Radeca e GianMarco Spaziani 
Gianmarco Spaziani con le ragazze con la giubba

Poi c’è il carrettino che reca il vino, ma anche l’asino che trasporta il “Notaro”; lui che sarà l’accusatore al “processo”. Ed eccoli, inebriati, i Radicari e i Pantanari che cantano, ballano, brandendo in alto la foglia d’agave o una cima di cavolfiore. Tutti sono in abiti ciociari, fieri, satolli di baldoria con il fazzoletto al collo; ognuno del proprio rione. Avanza la fiumana lenta di ciociari in abiti settecenteschi, che evocano l’epoca del generale Championnet che qui imperversò.

Jean Etienne Championnet

Musica popolare, l’organetto e le bande musicali che intonano il ritornello per far ballare la folla invocando “circolo” e la magia si compie! Qui spadroneggiò davvero il generale Jaen Etienne Championnet. Tracce palpabili di storia, narrano di un incendio appiccato dai frusinati a porta Campagiorni, un tranello per i francesi sterminati per ribellarsi fieri. La città resta liberata ma per poco. I francesi, tornano, reprimono i ribelli e si abbandonano a razzie, saccheggi, distruzioni e compiono una vera strage. Eppure dopo solo un anno i ciociari hanno addirittura l’estro d’affrontare ancora la guarnigione francese del generale per sbeffeggiarla.

La magia della Radeca - Il Disegnatore Di Lune disegna la copertina 

Attirano ancora Championnet, ma questa volta si tratta di uno scherzo per ridicolizzare il nemico. Lo attendono presso l’attuale zona De Matthaeis. Ogni volta che sentono in lontananza degli zoccoli scalpitanti, gridano “Essegliè , Essegliè”. All’arrivo il generale si lascia travolgere dalla goliardia. Ancora oggi cantano: “Essegliè, Essegliè”.

Fini fini al pomodoro e la magia della Radeca

Tutti ancora oggi, durante i festeggiamenti sono in preda all’ebbrezza del carnevale, tra le mascherine e l’odore pungente dei dolciumi delle bancarelle. Mentre le noccioline caramellano, al termine della sfilata, su un palco si tiene il processo al generale Championnet. Impersonato da un prescelto in alta uniforme, sta al gioco. A Place de La Concrode lo avrebbero solo decapitato, ma al Rione Giardino, per esorcizzare tutti i mali lo attende il rogo, che tutto purifica. Intanto “l’impersonator” vestito da generale, travolto dallo scherzo, beve, mangia i fini fini in un pitale e ride della grossa un po’ tontolone.

La magia della Radeca - Redecari in circolo 

Calano le tenebre, in una Frosinone ancora stretta dal freddo invernale. Riparte il corteo che torna al vecchio Rione; che deve portare al rogo il fantoccio di Championnet. Si fa malinconico il rientro, va scemando l’ebbrezza, tra tutti che sono ormai satolli di vino, cibi e balli sfrenati.

Rione Giardino e Chiesa di Santa Elisabetta

Il trucco è sfatto, gli abiti stropicciati, e la botte vuota. Davanti la Chiesa di Santa Elisabetta c’è la pira. Lì il Notaro legge il testamento del generale, pretesto goliardico e satirico per sbeffeggiare i potenti e quindi i politici. Stanchi, mentre danzano le ombre delle fiamme nel buio, si compie il rogo. Qualcuno ha ancora la voglia di alzare la radeca, danzando sulle ultime note cantate. Spento il rogo, la festa continua tra i vicoli del Rione, trattenuta da quello spirito indomito e folle. Si beve ancora e si mangiano sempre i “fini fini”. Anche più di due secoli fa, finita la festa i francesi se ne andarono; portandosi via però delle botti di buon vinello, dono dei goliardici ciociari. Resta la cenere e finisce il carnevale, lasciando un sonno profondo, coriandoli sull’asfalto e odori che restano nell’aria, ostinati tra i vicoli e per le vie.


Manuel Torre reacted
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