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[SCOPRI L'ITALIA] I monti Lepini, custodi di storia e mantello della natura selvaggia


Domenico Tropeano
(@domenicot)
Membro Admin
Registrato: 12 mesi fa
Post: 467
Topic starter  

https://latina.italiani.it/i-monti-lepini-custodi-di-storia-e-mantello-della-natura-selvaggia/

Monti Lepini, antichi, troneggianti, custodiscono antiche vicende della nostra storia. Ci troviamo nel settore settentrionale dei Monti Volsci; nell’Antiappennino laziale, in quella che è considerata la spina dorsale della regione. I Lepini sono  interamente nel Lazio, fra le province di Latina, Roma e Frosinone.

I Monti Lepini

Sovente, voltando lo sguardo, sembrano aspri e inattaccabili. Eppure lassù, vivono una flora e una fauna ricchissime. Confinano a nord con i Colli Albani, ad est con la valle del Sacco. Verso sud lambiscono i Colli Seiani; che nella loro bellezza e rigogliosità, sono di fatto un sottogruppo collinare tra Sezze e Priverno che li collega ai Monti Ausoni.

I Monti Lepini - vista da Da Supino 
fonte foto – Wikipedia – CC BY 3.0 –

Poi a sud-est vi è il confine naturale con la Valle dell’Amaseno e ad ovest con l’altrettanto rigoglioso Agro Pontino. La vetta più alta è il Monte Semprevisa con 1536 metri; immutabile, proprio fra i Monti Lepini e i Monti Ausoni vi è  il Monte Siserno, di fatto completamente isolato. Inoltre i Monti Lepini, come accennavamo, pur mantenendo una fortissima identità naturalistica in comune con il resto dei Monti Volsci offrono aspetti peculiari. Questa unicità, risiede nella conformazione geologica e strutturale intrinseca; e nelle risorse idriche di cui questi monti dispongono.

Colli Seiani

La successione stratigrafica dei Monti Lepini affiora quasi ovunque nel gruppo montuoso; ed è costituita prevalentemente da calcari e dolomie della successione di piattaforma Laziale-Abruzzese. Quindi, nei Monti Lepini i depositi del Giurassico medio e superiore sono bene esposti sui versanti meridionali del Monte Semprevisa e nella zona di Bassiano. Nel gruppo montuoso prevalgono gli affioramenti del Cretaceo; che sono state depositate in un contesto di piattaforma tropicale carbonatica simile a quella attualmente produttiva sulle Isole delle Bahamas.

I Monti Lepini - Ninfa a Sermoneta 
fonte foto – Wikipedia – Mentnafunangann – CC BY-SA 3.0

Le rocce cretacee si distinguono in base alla loro composizione in carbonati di piattaforma interna e di margine. Queste ultime affiorano principalmente la zona compresa tra il Monte Arrestino (Cori) ed Artena. Sono caratterizzate da frammenti di Rudiste, dei bivalvi che avevano funzione di scogliera. A seguito di una complessa storia sedimentaria; la piattaforma entra in erosione per gran parte del Paleogene.

Monte Semprevisa

L’area è interessata dalla sedimentazione di calcareniti che sono preservate in modo discontinuo al tetto della successione; hanno spessori limitati a pochi metri o decine di metri (Gorga). Nella zona di Ceccano queste ultime possono registrare uno spessore massimo di circa 70 m. Anche la flora è molto varia e ricca; in ragione delle differenti quote ed esposizioni di questa zona montuosa. Sui versanti più bassi ed occidentali abbonda la macchia mediterranea.

I Monti Lepini - immagine del Falco Pellegrino 
fonte foto – Wikipedia – sagostinelli – CC BY-SA 3.0

Invece nelle zone elevate ed esposte a nord come la Sella del Semprevisa; si stendono faggete bellissime e ricche. Particolare menzione merita la Selva di Cori. Si tratta di bosco di essenze miste, sito nella zona più nord-occidentale del comprensorio, tra Cori e Norba; nel territorio compreso fra il Monte Lupone e il Monte Arrestino. Infine, rinomata è l’Oasi di Ninfa, un lussureggiante parco floristico; visitabile soltanto in periodi predefiniti.

Falco Pellegrino e i Monti Lepini

Quindi, molto ricca è la fauna avicola, rappresentata dal falco pellegrino, dal corvo imperiale, dall’aquila reale; dal falco lanario e dall’avvoltoio capovaccaio. La zona storicamente è stata abitata dai Volsci, fieri nemici dei Romani. Di epoca romana restano molto ben conservati, a Cori, il tempio di Ercole (89-80 a.C.) ed il tempio di Castore e Polluce (I secolo a.C.). Ricca di testimonianze è l’acropoli di Norba latina, fondata da Roma nel 492 a.C., di cui resta il tempio di Giunone, il Foro e l’intero circuito murario, che aveva lo scopo di proteggere la città. Sezze, l’antica Setia, conserva tratti di mura in opera poligonale. La città medioevale di Ninfa, nota per l’oasi omonima, anticamente fu feudo dei Frangipane, distrutta dal corsaro Barbarossa, e abbandonata nel 1680. Per poi essere trasformata in giardino nel 1920. Sermoneta, amata da Virgilio, conserva intatto il centro storico medioevale.


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